La Vigna in Rosa

copertina la vigna in rosa

Numeri, impegno, aspettative dell’imprenditoria vitivinicola al femminile

Si tratta della prima ricerca monografica sull’imprenditoria femminile vitivinicola, curata da Maria Luisa Alberico Presidente dell’Associazione Donna Sommelier Europa, lanciata a Vinitaly 2009 con il patrocinio e il sostegno del Ministero Politiche Agricole, Alimentari e Forestali e con il patrocinio del Ministero del Turismo e delle principali regioni italiane. Il volume approfondimenti storico-culturali, rigore nella metodologia, focus sulle singole regioni italiane e coinvolgimento delle realtà istituzionali attive da anni  intorno alle problematiche delle pari opportunità e dell’imprenditoria al femminile: questa la struttura della ricerca che, grazie alla sua esclusività e completezza, ha suscitato notevole interesse anche in occasione dell’edizione 2009 del Wine Show di Torino. Il volume completo è stato presentato alle Istituzioni e alla stampa nel corso di Vinitaly 2010.

 

 

Struttura della ricerca:

Partiamo dagli approfondimenti storico-culturali.

La scelta editoriale di Donna Sommelier si è orientata ad una sintesi di storia della vitivinicoltura al femminile con un ampio excursus che, dal mondo greco ai giorni nostri, ha documentato il contributo ed il ruolo delle donne a questo vitale ed importante ambito produttivo e dell’attività umana.

Apprendiamo così  le origini della viticoltura greca ed estrusca, il divieto, almeno in un primo tempo, rivolto alle donne romane, al consumo del vino. Si giunge poi allo sviluppo della viticoltura “borghese” del periodo rinascimentale e ai primi investimenti nel settore, passando attraverso la centralità di monasteri e conventi, in quanto centri di sopravvivenza per la viticoltura durante il periodo medievale. Impossibile poi dimenticare i sontuosi banchetti che spesso accompagnavano gli spettacoli nelle dimore dei Signori e l’importanza del vino nel secolo dei lumi, usato per curare alcune patologie. Nell’Ottocento poi non va trascurata il ruolo della marchesa Giulia Falletti di Barolo ad oggi ritenuta “madrina” di uno dei maggiori vini prodotti  proprio nelle Langhe: il Barolo.  Tuttavia, soltanto a partire dal Novecento, grazie ad una profonda alterazione degli equilibri preesistenti, il destino delle donne si intreccia sempre più frequentemente  con la storia della vite e dell’uva.

Passiamo ora all’indagine statistica, affidata dall’Associazione Donna Sommelier alla Metis Ricerche, che si è avvalsa della collaborazione della Camera di commercio di Torino.

I dati InfoCamere, contenuti nella banca dati Ulisse, hanno infatti rappresentato un aspetto centrale per la ricerca e l’individuazione delle variabili oggetto dell’indagine e hanno fatto emergere 30.000 posizioni imprenditoriali femminili attive.

La ricerca ha evidenziato le posizioni imprenditoriali nazionali reali, la forma societaria più diffusa, il profilo sociologico delle imprenditrici e le motivazioni dell’autonoma scelta nell’ambito vitivinicolo.

Terzo aspetto: le regioni italiane.

Donna Sommelier, per sottolineare le tipicità di ciascuna area, ha scelto di focalizzare l’attenzione sulle singole regioni con l’intenzione di fornire un’istantanea assolutamente fedele alla situazione odierna. Per suggerire, attraverso il confronto, possibili linee guida per gli interventi istituzionali e la programmazione del medio-lungo periodo, è stata pensata, per ciascuna regione, una speciale sezione di approfondimento volta ad evidenziare l’allineamento o lo scostamento – superiore o inferiore – dal dato registrato a livello nazionale.

Oltre al dato statistico, talvolta presentato anche con l’individuazione di macroaree, la pubblicazione offre una panoramica regionale della produzione enologica, con l’elenco completo e aggiornato delle DOC e DOCG e dei “luoghi” del vino.

Infine, come già anticipato, rilevante il contributo delle Commissioni per le Pari Opportunità e dei Comitati dell’imprenditoria femminili presso le Camere di Commercio.

Chi meglio di realtà istituzionali attente da tempo al ruolo della donna poteva commentare i dati emersi – corroborando o meno – talvolta addirittura segnalando eventuali micro-dinamiche riscontrate sul campo, giorno dopo giorno?

Molti gli aspetti indicati dalle Consigliere di Parità Regionali o dalle Presidenti dei Comitati dell’Imprenditoria: la centralità del ruolo delle donne imprenditrici per un’agricoltura sostenibile e il recupero del patrimonio autoctono – Alida Vitale,  per la Regione Piemonte -, l’importanza di una formazione di alto profilo per gestire al meglio le realtà imprenditoriali affrontando le attuali esigenze di  mercato – Grazia Vendrame, per la Regione Friuli Venezia Giulia. E ancora, l’attenzione alle ricadute economiche, sociali e culturali innescate dall’agricoltura – Rosa Maria Amorevole, per la Regione Emilia Romagna e il sostegno operativo e legislativo e dell’urgenza l’attivazione di adeguati programmi di sviluppo rurale che sostengano anche le giovani imprenditrici – Serenella Molendini, per la Regione Puglia, Daniela Valentini, per la Regione Lazio, e Luisa Marilotti, per la Regione Sardegna. Frequenti, poi, gli spunti intorno alle difficoltà nel conciliare la vita professionale e quella privata – Anna Santilli, per la Regione Umbria, e Maria Stella Ciarletta, per la Regione Puglia. Quest’ultima riflessione appare tanto più urgente se – come sostiene Valeria Maione, per la Regione Liguria, – “la felicità che ci deriva dal nostro lavoro, ed in particolare da un lavoro ben fatto, è la chiave del conseguente successo, in particolare del successo femminile”.

gio2

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