Vini del ghiaccio: curiosità

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Il vino del ghiaccio è, in una suggestiva immagine, figlio del volto invernale dell’acqua, prodotto e vinificato in condizioni estreme, acqua e vino in un binomio di eccellenza per una qualità ricercata. In alcune zone dell’Europa centrale e del Canada, a novembre, è assolutamente normale che l’uva si trovi ancora tutta sulla pianta e che vi trascorra anche per mese di dicembre e buona parte di gennaio. L’azione del gelo disidrata il frutto e permette una concentrazione dei succhi, intensificando così gli aromi ed i profumi del vino ottenibile.

Gli acini, raccolti congelati, vengono dunque pressati in condizioni di freddo estremo, con temperature che si aggirano intorno ai meno 7/15 gradi centigradi. In questo modo, la parte acquosa del frutto, costituitasi in cristalli, può essere scartata, consentendo di ottenere non più di qualche pregiatissima goccia di succo concentrato. Il risultato è quindi un mosto molto zuccherino che darà un vino particolarissimo chiamato Icewine, Eiswein o ancora Vin de Glace, vale a dire “vino del ghiaccio”. In seguito il vino è lasciato ad una lenta fermentazione naturale che dura svariati mesi e che andrà ad arrestarsi naturalmente. Gli esperti sono concordi nel ritenere la Germania di fine ‘700 il paese natale dei vini del ghiaccio. In quei primi tempi peró, l´Eiswein era un prodotto casuale: solo a partire dal 1960 un numero sempre maggiore di viticoltori ha riconosciuto il fascino dell´Eiswein, producendolo regolarmente ogni anno. Gli Eisweine sono prodotti oggi in alcune zone della Germania, sui dolci pendii della zona del Rheingau e della Mosella, in Austria, sulle colline del Burgenlad che abbracciano il Danubio, nella verde Alsazia e lungo le pendici dei Pirenei nel Sud Ovest francese e , in Italia, in Valle d’Aosta, a Morgex, ai piedi del Monte Bianco, nella fredda e ventilata Val d’Arda, nel piacentino e sulle colline del Cuneese, in Piemonte, ma anche oltreoceano nelle immense distese vitate della penisola del Niagara in Canada e lungo le sponde del lago Ontario, dove questi preziosi vini sono noti come Ice Wines. Durante le più fredde notti d’inverno, dunque, si compie allora il prodigio dell’Icewine. Con l’aiuto di lampade e riflettori, decine di vendemmiatori tagliano, rigorosamente a mano, i grappoli gelati. La produzione è estremamente bassa, circa il 5-10% di una normale vendemmia, mentre la qualità varia molto a seconda di quanto il clima abbia agevolato sia la maturazione sia il congelamento dei grappoli. Le uve impiegate tradizionalmente in Europa sono il Riesling renano, il Pinot noir, lo Chardonnay, il Gewurztraminer, il Muskat Ottonel, in Italia il Moscato bianco, la Malvasia di Candia, il Priè blanc di Morgex, ma anche ibridi appositamente coltivati, come il Vidal Blanc e il Baco noir in Canada. I “Vini del ghiaccio”, estrema concentrazione del succo zuccherino in ottimo bilanciamento con l’acidità, si propongono come veri vini “da meditazione”, il cui sapore lascia riconoscere note di frutta secca ed esotica, aromi tostati, miele. Apprezzabili in accompagnamento a dessert non particolarmente dolci, ma anche a fois gras e a formaggi erborinati, si propongono come piacevole scoperta all’interesse di tanti cultori del vino e delle sue magiche interpretazioni.

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