Valle d’Itria terra di canti e di incanti

 

Le donne vendicate
Spumeggianti rivalità femminili e amorosi contrasti: assoluta attualità

Opera buffa di Carlo Goldoni, con la musica di Niccolò Piccinni, autore barese, e nell’edizione odierna riproposta con la revisione critica di Fabio Luisi, Le Donne Vendicate è stata realizzata in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano e l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino e allestita nell’incantevole scenario nella corte principale della masseria Palese a Martina Franca. Tutti giovani e bravissimi gli interpreti che hanno animato con verve il susseguirsi delle scene con autentico gradimento del pubblico. Il Conte Bellezza, interpretato da Manuel Amati, sicura promessa del canto, disdegna le attenzioni delle sorelle Lindora, romantica ma determinata a scalfire l’animo narcisistico e altero del Conte, resa con piacevole ironia da Chiara Iaia e Aurelia, volitiva e femminista ante litteram, ben delineata dal soprano Barbara Massaro. Decise ad essere vendicate, chiedono l’aiuto di Ferramonte, sensibile ma inadeguato difensore delle femminee virtù. Nello svolgersi della vicenda, i protagonisti maschili non emergono certo per doti di comprensione o salda virilità, come testimonia il pavido Ferramonte che alla fine convolerà a nozze con la spavalda Aurelia, forzatamente conciliatesi con la più scaltra sorella Lindora che con sottili arti otterrà il cuore del Conte Bellezza.

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