Valle d’Itria terra di canti e di incanti

Altri canti d’amor
Nel 450° anniversario della nascita di Monteverdi

Il madrigale si sviluppa a partire dal Trecento come forma musicale intimamente legata alla poesia lirica ispirata all’amore e all’esaltazione della donna e nel Cinquecento assume preferibilmente forma espressionistica, con drammatizzazione sulla scena dei contenuti dei testi. Il Festival ha messo in scena i Canti guerrieri e amorosi dal libro VIII dei Madrigali di Monteverdi nel nuovo allestimento in collaborazione con l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” con la direzione d’0rchestra del maestro Antonio Greco alla direzione dell’Ensemble barocco del Festival della Valle d’Itria e la regia di Giacomo Ferraù con la sua compagnia teatrale Eco di Fondo.
Il sonetto di Petrarca “Hor ch’el ciel e la terra” è seguito dal dolente “Lamento della ninfa” su libretto di Rinuccini, versi che narrano della giovane abbandonata dall’amato per altra più bella. Nella costante e mai sopita lotta tra i sessi, la scena finale della rappresentazione è culminata nel “Ballo delle ingrate”, balletto andato in scena per la prima volta a Mantova nel 1608 in occasione delle nozze tra Francesco Gonzaga e Margherita di Savoia, suggestiva rappresentazione che si svolge sulla bocca dell’Ade allorché Amore e Venere vedono sfilare di fronte a Plutone le giovani donne mantovane, dannate per non aver voluto in vita accogliere il desiderio dei loro amanti.

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