Valle d’Itria terra di canti e di incanti

Viaggio tra le rappresentazioni artistiche del 43simo Festival e alla scoperta di realtà vinicole di qualità

 

Valle d’Itria terra di canti e di incanti

Amastuola: vini nell’onda del tempo

Autentica rivelazione nel mio personale viaggio nel territorio di Martina Franca e dintorni, la cantina Amastuola, con sede a Massafra, proprietà della famiglia Montanaro, azienda fondata da Giuseppe Montanaro nel 1984 e diretta con i tre figli Ilaria, Donato e Filippo e rispettivi consorti nella masseria sulla collina che domina la piana dell’Amastuola, sito archeologico, dove già i Greci coltivavano vite e olivo, come testimoniano i reperti oggi oggetto di studio e conservati nell’azienda.
La tenuta vanta una caratteristica unica al mondo nel suo genere; uno straordinario vigneto- giardino concepito da Giuseppe Montanaro e realizzato dal paesaggista Fernando Caruncho come un vigneto a onde, le onde del tempo che segnano questo spazio antico e che si muovono verso un futuro di rispetto del luogo, di emozione per chiunque lo visiti e di culto della qualità, ma anche le onde del cambiamento, quali il recupero dei tanti paesaggi agricoli che, come la zona di Amastuola, erano abbandonati e non più produttivi.
E’ sorprendente ammirare dalla masseria questo mare ondeggiante di vigne, alternate a fantastici olivi plurisecolari, coltivate secondo i più rispettosi criteri ecologici e sostenute da avanzati sistemi di irrigazione, di rilevamento meteorologico, di studio dei componenti del terreno.
Nascono così vini ispirati alla filosofia produttiva che anima anche l’accoglienza in masseria, oggi divenuta sede di degustazioni e di ospitalità, e il rapporto con il consumatore: Il Centosassi Primitivo, 90 su 90 Wine Spectator, è l’ammiraglia della collezione: uve lievemente surmature conferiscono morbidezza, pienezza e mineralità al palato che accoglie le sensazioni di frutta rossa matura e di ricca sapidità.
La gamma dei Primitivo si snoda lungo altre due etichette. Lamarossa, profondo e concentrato sia nel colore che nel gusto, balsamico e speziato, la presenza del mare così vicino aggiunge poi le note lievemente salate che lo esaltano, e il Primitivo, ricco di sentori tipici del vitigno, con impatto pieno, gradito accompagnamento di tante prelibatezze.
Interessanti anche le proposte di Primitivo, Aglianico, Merlot e Cabernet Sauvignon di Onda del tempo, il Syrah e Primitivo di Vignatorta, e le proposte di Aglianico e Merlot in purezza, oltre alla gamma dei bianchi: Calaprice, Sauvigno blanc e Chardonnay, e Bianco salento, Fiano e Malvasia.

 

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Altri canti d’amor
Nel 450° anniversario della nascita di Monteverdi

Il madrigale si sviluppa a partire dal Trecento come forma musicale intimamente legata alla poesia lirica ispirata all’amore e all’esaltazione della donna e nel Cinquecento assume preferibilmente forma espressionistica, con drammatizzazione sulla scena dei contenuti dei testi. Il Festival ha messo in scena i Canti guerrieri e amorosi dal libro VIII dei Madrigali di Monteverdi nel nuovo allestimento in collaborazione con l’Accademia del Belcanto “Rodolfo Celletti” con la direzione d’0rchestra del maestro Antonio Greco alla direzione dell’Ensemble barocco del Festival della Valle d’Itria e la regia di Giacomo Ferraù con la sua compagnia teatrale Eco di Fondo.
Il sonetto di Petrarca “Hor ch’el ciel e la terra” è seguito dal dolente “Lamento della ninfa” su libretto di Rinuccini, versi che narrano della giovane abbandonata dall’amato per altra più bella. Nella costante e mai sopita lotta tra i sessi, la scena finale della rappresentazione è culminata nel “Ballo delle ingrate”, balletto andato in scena per la prima volta a Mantova nel 1608 in occasione delle nozze tra Francesco Gonzaga e Margherita di Savoia, suggestiva rappresentazione che si svolge sulla bocca dell’Ade allorché Amore e Venere vedono sfilare di fronte a Plutone le giovani donne mantovane, dannate per non aver voluto in vita accogliere il desiderio dei loro amanti.