Valle d’Itria terra di canti e di incanti

 

Le donne vendicate
Spumeggianti rivalità femminili e amorosi contrasti: assoluta attualità

Opera buffa di Carlo Goldoni, con la musica di Niccolò Piccinni, autore barese, e nell’edizione odierna riproposta con la revisione critica di Fabio Luisi, Le Donne Vendicate è stata realizzata in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano e l’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino e allestita nell’incantevole scenario nella corte principale della masseria Palese a Martina Franca. Tutti giovani e bravissimi gli interpreti che hanno animato con verve il susseguirsi delle scene con autentico gradimento del pubblico. Il Conte Bellezza, interpretato da Manuel Amati, sicura promessa del canto, disdegna le attenzioni delle sorelle Lindora, romantica ma determinata a scalfire l’animo narcisistico e altero del Conte, resa con piacevole ironia da Chiara Iaia e Aurelia, volitiva e femminista ante litteram, ben delineata dal soprano Barbara Massaro. Decise ad essere vendicate, chiedono l’aiuto di Ferramonte, sensibile ma inadeguato difensore delle femminee virtù. Nello svolgersi della vicenda, i protagonisti maschili non emergono certo per doti di comprensione o salda virilità, come testimonia il pavido Ferramonte che alla fine convolerà a nozze con la spavalda Aurelia, forzatamente conciliatesi con la più scaltra sorella Lindora che con sottili arti otterrà il cuore del Conte Bellezza.

Valle d’Itria terra di canti e di incanti

Un giorno di regno ovvero il falso Stanislao
Così si richiede il sorriso, anche se il cuore piange

Spettacolo effervescente, reso con maestria da interpreti e voci adeguate in un continuo gioco delle parti che, come sottolineato da Stefania Bonfadelli che ne ha curato la messa in scena, si ispira in parte ai “Sei personaggi” pirandelliani, ciascuno alla ricerca di una effettiva definizione e contesto. Comparse e coro sono anch’essi infatti tutti alla ricerca di una propria collocazione, si aggirano o si affacciano sulla scena contornando i protagonisti principali in un gioco costante di equivoci e fraintendimenti. Disinvolto e efficacissimo l’affermato baritono Vito Priante nel doppio ruolo del finto Stanislao e del Conte Belfiore, reale amante della marchesa del Poggio appassionatamente resa dal mezzosoprano Viktorja Miskunaité.
Giovani e motivati gli altri interpreti: il giovane amoroso del tenore Ivan Ayon Rivas, la giovane e determinatissima sua innamorata Giulietta, sostenuta dal soprano Alessandra Della Croce, i due contendenti il Barone di Kelbar e il signore della Rocca. La scena ricostruisce una vecchia soffitta dove troneggia il ritratto di Verdi, ormai anziano, in evidente contrasto con la giovane età di Verdi al momento della scrittura musicale, 27 anni, e in ancora più forte contrasto con l’annus orribilis vissuto dall’autore, il 1840, nel corso del quale, pur avendo vissuto il dolore di ben tre drammatici lutti, la moglie e i due figlioletti, in quello stesso anno è pressato e quasi costretto dall’impresario a comporre un’opera buffa, esperienza che Verdi non affronterà più sino all’ultimo capolavoro, Falstaff, di quasi 50 anni successivo.
Opera scarsamente rappresentata, che richiede un cast con diverse voci importanti, è stato diretta con determinazione ed eleganza dal giovane ed applauditissimo maestro Sesto Quatrini.

“APERINOIR” con Massimo Tallone

Giovedì 21 aprile 2016 alle 18,00 appuntamento con “APERINOIR” durante il quale lo scrittore Massimo Tallone parlerà di “Giallo e noir, azione e suspense, trama e stile” a partire dai suoi ultimi lavori: “Le vite anteriori” (Golem edizioni) e la saga di Lola, scritta con Biagio Carillo: “Il postino di Superga” e “La riva destra della Dora” (Edizioni del Capricorno).

Contributo associativo E. 5,00 – info e prenotazioni: 3281269629 – info@donnasommelier.it

libro tallone