Le uve per la sperimentazione

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Il complesso panorama varietale delle Valle di Susa e la conoscenza delle caratteristiche delle uve da vitigni tradizionali maturata nel corso degli anni, ha permesso di individuare una serie di vitigni che per le loro caratteristiche di tipicità (Avanà) e/o tecnologiche (Becuét, Chatus e Neretta Cuneese), potevano essere adatte alla sperimentazione in questione.

La lunga sovramaturazione che le uve devono subire per l’ottenimento dei vini del ghiaccio, infatti, presuppone che tali varietà possano reggere a lungo sulla pianta senza che dal cercine si formi il setto di abscissione; tale processo è di per sé naturale ma alquanto deprecabile per il fine che si è prefissati. Tale caratteristica è evidentemente dettata da fattori varietali e pertanto variabile da cultivar a cultivar. Inoltre le uve devono resistere bene ad eventuali attacchi tardivi di muffa grigia e marciume acido che ne causerebbero una repentina e irrimediabile marcescenza. La resistenza a questi fattori biotici è dettata altresì dalla sanità iniziale delle uve, garantita da una corretta gestione agronomica, e da fattori fisici come lo spessore della buccia che se sufficientemente elevato può produrre una sorta di “effetto barriera” alla penetrazione di tali patogeni.

Da tali considerazioni si evince che le scelte varietali dei vigneti e dei vitigni sono alla base della buona riuscita del progetto “Vino del Ghiaccio” al fine di ottenere il prezioso mosto: essa è stata effettuata pertanto considerando le diverse attitudini agronomiche ed enologiche delle tre varietà più rappresentative in Alta valle. In particolare il vitigno Avanà, pur avendo caratteristiche fisiologiche e strutturali poco adatte a questa tipologia di trattamento enologico, è il più rappresentativo della valle, pertanto si è ritenuto opportuno riverificare  la possibilità di ottenere Ice Wine anche da tale vitigno.

Si sono scelti vigneti con ottima esposizione sud che avessero le caratteristiche ampelografiche e agronomiche adatte alla sperimentazione. Questi impianti sono stati scelti in base alla loro composizione varietale prevalente, anche se all’interno di tali impianti coesistono altre varietà ma in misura non rilevante (Barbera, Neretta Cuneese, Dolcetto)

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Auguri San Sebastiano!

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Grandi festeggiamenti per i cinque anni del vino del ghiaccio di Chiomonte

Per celebrare i cinque anni dell’esclusivo progetto di Donna Sommelier, è stata presentata alla stampa e al pubblico degli appassionati la produzione 2010 del San Sebastiano vino del ghiaccio di Chiomonte e della grappa Eigo Vitto nel corso della conferenza stampa condotta da Maria Luisa Alberico, ideatrice della sperimentazione, alla presenza del sindaco di Chiomonte Renzo Pinard, della Cantina Vanhelmont di Chiomonte, e dei media internazionali e locali di settore accreditati.

Particolare eco mediatica hanno riscontrato le riprese di Rai Tre Piemonte, il video e le interviste in vigna curate da Marichele Brusa, il montaggio del filmato a cura di Musica Maestro, contribuendo a rammentare al più vasto pubblico l’esperienza affascinante e unica di un vino che nasce in un’area oggi mediaticamente monopolizzata dalle vicende della Tav, ma che è ricca di storia enologica e di tradizioni gastronomiche risalenti all’epoca del Delfinato

Dalle prime 110 bottiglie del 2006, le successive vendemmie hanno condotto alle 1000 del 2010, consentendo al progetto sperimentale di affermarsi, con il proprio marchio depositato, come realtà di nicchia di assoluto prestigio e di consolidata notorietà. Il San Sebastiano vino del ghiaccio è oggi infatti in Piemonte l’unico eis wein prodotto secondo il disciplinare di produzione adottato da Canada, Germania e Austria e vanta ulteriori primati: è prodotto nelle vigne più alte del Piemonte ed è ottenuto esclusivamente da uve rosse e da varietà locali anziché internazionali.

I festeggiamenti sono continuati con due giorni di assaggi e degustazioni aperti al pubblico dell’anteprima del San Sebastiano 2010 e della grappa Eigo Vitto, prodotti rispettivamente dalla vinificazione e dalla distillazione delle uve locali di Chiomonte e Meana (Avanà, Becuet, Chatus, Neretta cuneese e varietà minori presenti nelle vecchie vigne chiomontine).

L’International Icewines Festival 2007

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La vendemmia 2007 del San Sebastiano, vino del ghiaccio di Chiomonte, ha coinciso con l’apertura dell’International Icewines Festival organizzato da Donna Sommelier Europa con la partecipazione di produttori e giornalisti provenienti da Canada e Austria e conclusosi  con il convegno “La Montagna e i suoi frutti”

Nel corso del convegno è stato lanciato l’International Icewine Academy, centro studi di Donna Sommelier che ha esordito a Vinitaly con la firma della pergamena di costituzione alla presenza di autorità piemontesi e delegati stranieri.

L’International Icewine Academy si propone lo studio, il confronto tra produzioni e l’adesione della produzione nazionale al disciplinare internazionale adottato da Canada, Germania e Austria.

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