Auguri San Sebastiano!

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Grandi festeggiamenti per i cinque anni del vino del ghiaccio di Chiomonte

Per celebrare i cinque anni dell’esclusivo progetto di Donna Sommelier, è stata presentata alla stampa e al pubblico degli appassionati la produzione 2010 del San Sebastiano vino del ghiaccio di Chiomonte e della grappa Eigo Vitto nel corso della conferenza stampa condotta da Maria Luisa Alberico, ideatrice della sperimentazione, alla presenza del sindaco di Chiomonte Renzo Pinard, della Cantina Vanhelmont di Chiomonte, e dei media internazionali e locali di settore accreditati.

Particolare eco mediatica hanno riscontrato le riprese di Rai Tre Piemonte, il video e le interviste in vigna curate da Marichele Brusa, il montaggio del filmato a cura di Musica Maestro, contribuendo a rammentare al più vasto pubblico l’esperienza affascinante e unica di un vino che nasce in un’area oggi mediaticamente monopolizzata dalle vicende della Tav, ma che è ricca di storia enologica e di tradizioni gastronomiche risalenti all’epoca del Delfinato

Dalle prime 110 bottiglie del 2006, le successive vendemmie hanno condotto alle 1000 del 2010, consentendo al progetto sperimentale di affermarsi, con il proprio marchio depositato, come realtà di nicchia di assoluto prestigio e di consolidata notorietà. Il San Sebastiano vino del ghiaccio è oggi infatti in Piemonte l’unico eis wein prodotto secondo il disciplinare di produzione adottato da Canada, Germania e Austria e vanta ulteriori primati: è prodotto nelle vigne più alte del Piemonte ed è ottenuto esclusivamente da uve rosse e da varietà locali anziché internazionali.

I festeggiamenti sono continuati con due giorni di assaggi e degustazioni aperti al pubblico dell’anteprima del San Sebastiano 2010 e della grappa Eigo Vitto, prodotti rispettivamente dalla vinificazione e dalla distillazione delle uve locali di Chiomonte e Meana (Avanà, Becuet, Chatus, Neretta cuneese e varietà minori presenti nelle vecchie vigne chiomontine).

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Il progetto San Sebastiano vino del ghiaccio

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In occasione dei Giochi Olimpici invernali in Piemonte

Donna Sommelier Europa, attiva associazione di cultura enogastronomica, ha prodotto a Chiomonte, sede naturale e storica dove sono collocate le vigne più alte del Piemonte, il rarissimo Eiswein, in collaborazione con la Comunità Montana Alta valle di Susa.

Si è trattato della prima sperimentazione del genere in Valle e è stato prodotto dai vigneti di Avanà della Cantina della Comunità, in località Clarea.

Maria Luisa Alberico, giornalista e sommelier, presidente di Donna Sommelier Europa, ha ideato e curato l’esclusiva vendemmia, evento che si è concluso a gennaio 2006 con la spettacolare raccolta dei grappoli ghiacciati, vendemmiati a circa -10° che, successivamente presati e fatti fermentare, hanno dato luogo al prezioso nettare, vera delizia del palato.

Il progetto intende marcare il territorio dell’Alta Valle di Susa consentendo l’inserimento della valle in un contesto europeo di tradizioni e di eccellenza vitivinicola. La sperimentazione, infatti, è stata ripresa nella vendemmia 2006 e sono state selezionate le varietà autoctone che maggiormente si sono prestate a questa particolare forma “estrema” di vendemmia e vinificazione.

Il freddo e l’ambiente asciutto, il gioco delle correnti e l’alternanza di freddo e sole non sono sfavorevoli al raccolto che deve sostare fino a gennaio sul tralcio. Certo il grappolo subisce una drastica diminuzione, si contrae e si riduce perdendo buona parte del proprio peso, concentrando però aromi e dando luogo a trasformazioni enzimatiche e aromatiche uniche. Il risultato è un vino denso, quasi viscoso, dal colore intenso e dalla profumazione ricchissima e in molti casi totalmente diverso rispetto agli aromi normali delle uve di provenienza.

Viticoltura in Alta Valle di Susa e il Vino del ghiaccio

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Nelle vigne più alte del Piemonte

La viticoltura ha da sempre rappresentato una importante voce nell’economia agricola della Valle di Susa. La tradizione viticola, infatti, risale a tempi assai remoti e non è difficile pensare che la vite era già ampiamente presente sul territorio vallivo già all’epoca tardo romana.

Testimonianze storiche certe della presenza della vite si hanno tuttavia solo ad iniziare dall’anno mille quando, in un antico documento della Prevostura di Oulx, viene citata la presenza di vite in valle (Iusta fluvium Dure – vicina al fiume Dora ,Marziano di Maio).

Una serie di fattori climatici, pedologici e politici hanno, in passato, favorito la diffusione della coltivazione della vite che nella prima metà del 1800 ha visto la massima espansione nel comprensorio della media valle comprendente i comuni di Giaglione, Gravere, Chiomonte ed Exilles che da soli totalizzavano una superficie vitata di circa 600 ha.

Per un’insieme di cause, a partire dalla seconda metà del 1900 la viticoltura ha visto un rapido declino che ha portato in pochi decenni a perdere più dell’80% della potenzialità produttiva rilegando le ultime vigne solo nelle migliori esposizioni che garantivano uno standard qualitativo di eccellenza.

Tale tendenza alla perdita di superficie vitata prosegue anche in questi ultimi anni anche se si intravedono, per il settore, deboli segni di ripresa con l’instaurarsi di nuove piccole realtà produttive che hanno trovato spazio nel difficile mercato del vino, puntando su prodotti di qualità fortemente legati al territorio.

In questa prospettiva si inserisce il progetto “San Sebastiano – Vino del Ghiaccio” che punta ad ottenere un prodotto assai interessante di altissima qualità ottenibile solo in determinati contesti ambientali