Quando il vino del ghiaccio diventa realtà

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Presentazione ufficiale della prima vendemmia sperimentale al Salone del Gusto di Torino 2006

Anche nel 2006 abbiamo avuto il piacere di trovare il Vino del Ghiaccio di San Sebastiano, prodotto dalla Comunità Montana Alta Val Susa a Chiomonte, a tavola. Il successo della sperimentazione avvenuta nel 2005 su progetto ed elaborazione dell’Associazione “Donna Sommelier Europa” ha permesso di ripetere questa esperienza unica per il piacere dei palati più raffinati.

 

Il Vino del Ghiaccio 2006 è stato presentato il 30 settembre a Oulx, alla presenza delle autorità Provinciali, La Presidente dell’Associazione, la Dott.ssa Maria Luisa Alberico, ha illustrato in quell’occasione, la bellezza del colore, l’aroma e la vitalità della produzione dell’anno 2006.

Per creare il rarissimo vino sono state utilizzate le vigne della Comunità Montana. Utilizzando una delle due uve più comuni in Alta valle di Susa, l’uva Avanà, si è dato vita ad un vino del tutto speciale, di un gusto unico e particolare.

In effetti, coltivando l’uva a più di 800 metri, nelle terre valsusine, i viticoltori la raccolgono nel mese di gennaio quando gli acini hanno concentrato tutti gli zuccheri per difendersi dal freddo invernale. Grazie al succo dolcissimo dell’uva, e dopo una lenta  fermentazione, il vino si trasforma in un delizioso elisir  di colore ambra che esalta tutti i sensi.

Al Salone del Gusto, apologia dei sensi del piacere, svoltasi nel mese di ottobre 2006 a Torino, il Vino del Ghiaccio vendemmia 2005 è stato celebrato con successo e Maria Luisa Alberico ha colto l’opportunità per abbinare il Vino del Ghiaccio con un prodotto squisito del paniere: i Torcetti di Lanzo e del Canavese. La Presidente dell’Associazione ha pensato unire il sapore imperdibile del Vino del Ghiaccio con la pasticciera secca tradizionale del nostro territorio. Questa ingegnosa creatività ha esaltato tutti i sensi degli amatori della cultura enogastronomica.

Il successo della divulgazione di questo vino si aggiunge alla qualità e al pregio dei vini delle terre nostrane. Il 2006 è stato per il Vino del Ghiaccio San Sebastiano di Chiomonte la realizzazione di un sogno che è diventato realtà.

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Rassegna Icewines

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Il “VINO DEL GHIACCIO”

UN BRINDISI DI DOLCEZZA PER UN PROGETTO DI ECCELLENZA

L’Alta Valle Susa, protagonista della sperimentazione grazie al progetto di Donna Sommelier, si è inserita così tra le esclusive aree del mondo in cui vengono prodotti gli Eiswein

La Comunità Montana Alta Valle Susa ha prodotto a Chiomonte, sede naturale e storica dove sono collocate le vigne più alte del Piemonte, il rarissimo Vino del Ghiaccio, noto nel mondo come Eiswein o Ice Wine, in collaborazione e su progetto di Donna Sommelier Europa. Si tratta della prima sperimentazione del genere in Valle e è stato prodotto dai vigneti di Avanà della Cantina della Comunità.

Donna Sommelier Europa ha progettato l’evento che si è concluso a gennaio con la spettacolare raccolta dei grappoli ghiacciati, vendemmiati a circa -10° che, successivamente pressati e fatti fermentare, hanno dato luogo al prezioso nettare, vera delizia del palato.

Il vino è stato inserito nella collezione dei vini autoctoni di Donna Sommelier, come già La dame du Vin da Arneis 100%% Spumante metodo classico.

Il progetto intendeva marcare il territorio dell’Alta Valle di Susa consentendo l’inserimento della valle in un contesto europeo di tradizioni e di eccellenza vitivinicola. La sperimentazione, infatti, è stata ripresa nella vendemmia successiva e sono state selezionate le varietà autoctone che maggiormente si sono prestate a questa particolare forma “estrema” di vendemmia e vinificazione.

Il freddo e l’ambiente asciutto, il gioco delle correnti e l’alternanza di freddo e sole non sono sfavorevoli al raccolto che deve sostare fino a gennaio sul tralcio. Certo il grappolo subisce una drastica diminuzione, si contrae e si riduce perdendo buona parte del proprio peso, concentrando però aromi e dando luogo a trasformazioni enzimatiche e aromatiche uniche. Il risultato è un vino denso, quasi viscoso, dal colore intenso e dalla profumazione ricchissima e in molti casi totalmente diverso rispetto agli aromi normali delle uve di provenienza.

Sono poche le aree del mondo in cui, per condizioni metrologiche e ambientali sono possibili raccolte così avanzate e la viticoltura di Chiomonte, Comune con gli impianti vitati più alti del Piemonte, può così vantare la propria esclusiva collocazione tra i paesi che nel mondo producono Eiswein. In Europa, la Germania, dove a fine Settecento, in Franconia, fu prodotto il primo vino ottenuto da queste vendemmie ghiacciate. Attualmente in Europa gli Eiswein sono prodotti in Germania e nella zona del Burgerland austriaco. L’Avanà, vino autoctono da tempo immemorabile coltivato in Valle, è stato il vitigno della sperimentazione affiancandosi così ai grandi Riesling Seyval Blanc, al Pinot canadese, al Cabernet Franc e al Vidal Blanc. A questi si aggiungono, per l’area austro-tedesca il Gewurztraminer e l’Ehrenfelser.

Donna Sommelier ha curato una vera e propria esposizione internazionale di tutti i più grandi Ice Wine e Eisweine del mondo, proposti in degustazione ai visitatori della Mostra “Inuit e Popoli del Ghiaccio”, la prima in Italia interamente dedicata ai popoli circumartici, organizzata dal Consorzio Beni Culturali Italia sotto l’Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.

Nella antica farmacia del Museo sono state esposte le preziosissime e classiche bottiglie da 375 ml provenienti dai diversi Paesi, tra cui Canada, Austria, Germania, Israele (una vera chicca) e da alcune regioni italiane dove questa particolare vendemmia è stata già sperimentata con successo.

Per il pubblico e la stampa internazionale è stata un’occasione unica per assaggiare anche nei laboratori le infinite sfumature degli Ice Wine / Eisweine e provare i tanti abbinamenti possibili – tradizionali e meno, come l’accostamento con il patè di fegato e i formaggi erborinati o dessert poco zuccherati – e quelli proposti dai migliori chef del Piemonte.